Onu: il parmigiano, l’olio e la pizza dannosi come il fumo

L’Organizzazione mondiale della sanità e L’ONU avrebbero etichettato prodotti come il parmigiano, l’olio EVO, la pizza, il prosciutto di Parma, il vino e altri prodotti dell’eccellenza italiana, dannosi al pari del fumo per le malattie come il diabete, il cancro e le malattie cardiovascolari.
Tali organizzazioni vorrebbero introdurre una tassa per scoraggiare i consumatori all’uso dei prodotti contenenti grassi saturi e sale. Inoltre, come per le sigarette, vorrebbero inserire delle immagini sulle confezioni che ritraggono i rischi per la salute derivanti da tali prodotti.

E’ pur vero che tutti gli alimenti se mangiati con eccesso possono creare problemi, ma vediamo le proprietà nutrizionali di due prodotti del made in Italy che l’OMS  e l’ONU ritengono dannosi per la nostra salute:

  • il parmigiano reggiano è ricco di riboflavina (vit. B2) e retinolo (vit. A); al contrario, dal punto di vista salino, abbondano soprattutto minerali essenziali per l’accrescimento/mantenimento delle ossa, come il calcio (100 grammi di parmigiano coprono abbondantemente il fabbisogno di un adulto) e il fosforo. Sempre tra i minerali, abbonda anche il sodio, che rappresenta al contrario un grosso limite alla nutrizione clinica, poiché esclude – o limita fortemente – il formaggio dalla dieta contro l’ipertensione arteriosa (come il colesterolo per l’ipercolesterolemia). Nella dieta del piccolo, il parmigiano è importante, soprattutto per il suo contenuto di minerali (calcio e fosforo), indispensabili per la mineralizzazione di ossa e denti. Contiene, poi, anche la vitamina B 12 (cianocobalamina), utile per il sistema nervoso e per la produzione dei globuli rossi del sangue.
    [cit. www.my-personaltrainer.it]
  • l’olio EVO è uno dei più ricchi di acido oleico (circa il 62%), il più abbondante tra gli acidi grassi monoinsaturi a lunga catena presenti nel nostro corpo, con grandi proprietà nutrienti ed emollienti per la pelle. Oltre all’acido oleico, l’olio d’oliva contiene circa il 15% di acido linoleico, il 15% di acido palmitico e il 2% di acido stearico.
    Contiene inoltre una frazione insaponificabile che va dall’1 al 2 % e che fornisce a questo olio una significativa concentrazione di ingredienti attivi antiossidanti tra cui: composti fenolici, clorofilla, Vitamina E, fitosteroli  con azione riparatoria e antinfiammatoria e squalene, uno dei principali componenti della superficie della pelle. Inoltre, ecco gli studi più recenti sui benefici per la salute dell’olio extravergine di oliva:

    L’olio d’oliva fa bene come il latte materno
    L’olio d’oliva combatte il diabete e protegge il fegato
    Cancro al seno: il rischio si riduce con l’olio extravergine d’oliva
    Olio extravergine: 3 cucchiai al giorno per prevenire il tumore
    Olio extravergine d’oliva contro l’invecchiamento per prevenire l’Alzheimer
    L’olio extravergine d’oliva previene il tumore al colon
    L’olio d’oliva aumenta il senso di sazietà
    L’olio extravergine d’oliva riduce il rischio di ictus
    L’olio extravergine d’oliva allontana il diabete, protegge cuore e arterie
    L’olio extravergine d’oliva è un toccasana anche contro il diabete [cit.www.greenme.it]

Leggendo le proprietà nutritive di queste due eccellenze italiane non mi resta che pensare all’alimentazione della popolazioni americane che non avendo questi prodotti nella loro dieta quotidiana, non dovrebbero permettersi di considerare e additare come nocivi questi prodotti.
Sinceramente, gli consiglierei di mangiare una bruschetta con un filo d’olio EVO o un bel pezzo di parmigiano invece del loro, se pur gustoso, hot dog!!

Altro consiglio va all’ONU e all’OMS in merito a questa strana scelta, all’enorme danno che potrebbe portare all’economia di mezza Europa visti i numeri legati alle esportazioni. Infatti possiamo osservare:

  • solo tra gennaio e settembre di quest’anno, le vendite oltreconfine hanno sfiorato i 600 milioni di euro, con un incremento di quasi il 7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il numero di forme inviate all’estero ha superato le 65.500 unità». Grana Padano e Parmigiano rappresentano quasi un terzo del totale delle esportazioni italiane di formaggi nel mondo.

Il 27 settembre si terrà a New York un incontro dell’assemblea generale delle Nazioni Unite a livello di capi di stato e di governo, per affrontare i temi relativi alle malattie non trasmissibili. È in questa occasione che andrà ai voti la proposta su cui l’ONU sta lavorando proprio in queste settimane, e che potrebbe prevedere nuove, pesanti tasse sui prodotti alimentari contenenti grassi, sale e zuccheri.

Non ci resta altro che sperare  prevalga il buon senso e che non si vogliano distruggere le eccellenze Italiane e di altri paesi europei favorendo le industrie chimiche che mai potranno sostituire i benefici di tali alimenti con pillole da laboratorio.